dark sky – crimson butterfly

BAND: Dark Sky
TITOLO: Crimson Butterfly
ETICHETTA: autoproduzione
ANNO: 2005
GENERE: prog /gothic /melodic metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 36 minuti c.a.
CONTATTI: www.darksky.it

RECENSIONE:
Attualmente i milanesi Dark Sky sono in studio, a lavoro per il nuovo CD; nell’attesa rivolgo volentieri la mia attenzione al loro ultimo mini-CD pubblicato, “Crimson Butterfly” (2005). La band esiste sin dal 1997, costituita attorno al nucleo storico dei due fratelli Diblasio (chitarra e tastiere). Nel 1998 arriva l’opera prima “Shadows” e nel 2000 il mini-CD “Beyond Life”, distribuito all’estero dalla Underground Symphony. Molti i musicisti che si sono alternati in formazione prima e dopo questo “Crimson Butterfly”. “The sky is the limit” ... dicono gli anglosassoni, e per questi ragazzi meneghini il cielo è la propria forma di rappresentazione ideale, spazio ampio ed eterogeneo che può mostrarsi scuro, enigmatico, minaccioso. Il mini-CD, per quanto “mini”, è in realtà costituito da 5 brani che raggiungono la bellezza 36 minuti, svelando da subito così una certa attitudine prog di fondo. Il metal di “Crimson Butterfly” è marcatamente melodico, ma al contempo variamente articolato e mai immediato (a volte troppo), proprio a causa dei frequenti cambi di tempo e di atmosfera all’interno dei pezzi (che si attestano in media sui 7 minuti). Molto esposto il lavoro delle keyboards che contribuisce a creare stati d’animo ora dolci e malinconici, ora potenti e aggressivi. Alla band piace rimanere in bilico tra varie opzioni; metallo gotico, melodico, progressivo, fino a solleticare palati pesanti per quanto riguarda l’uso delle vocals, con tanto di ricorso alla doppia voce angelica /femminile contro quella più estrema /maschile (ma oggi il microfono è appannaggio della sola Francesca Bos). Sebbene i fraseggi di “Crimson Butterfly” non siano terribilmente intricati la band non è nemmeno di quelle da ritornello che si canta a squarciagola al primo ascolto. Il songwriting è molto raffinato ed elegante, affine a quello di gruppi blasonati come After Forever o Macbeth; talvolta il timbro di Francesca richiama vagamente quello della popstar Elisa, e l’impressione d’insieme è quella di una band già molto solida e matura, pronta per i grandi palchi. Molto interessanti gli accenni “electro” su “Lex Aeterna” che se incrementati contribuirebbero, a mio parere, ad infondere ancora maggior personalità al profilo dei Dark Sky. Sono molto curioso di ascoltare il nuovo materiale con due anni di ulteriore esperienza sulle spalle, sperando vivamente che la “sindrome Lacuna Coil” non abbia colto anche questa giovane promessa del metal lombardo.

VOTO: 7

(Psychotron)