drammagothica – ira
BAND: Drammagothica
TITOLO: Ira
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2008
GENERE: gothic metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 39 minuti
CONTATTI: www.drammagothica.it
RECENSIONE:
I Drammagothica sono un gruppo di Benevento formatosi nel 2001, nato dalle menti di Marco Lombardi e Julian Iuliano, rispettivamente chitarrista e batterista, ai quali si sono aggiunti Lucia Penna al basso e Carlo De Filippo alle tastiere, tuttora membri a tutti gli effetti. Successivamente riuscirono a trovare in Manuela Romano la singer adatta per la loro musica; infatti Manuela, con la sua voce lirica, calza alla perfezione con lo stile musicale proposto dalla band, ovvero del metal gotico con influenze sinfoniche. Poi con l’ingresso della voce growl di Luca Lombardi, i Drammagothica chiudono il cerchio che li porta a registrare un demo di quattro tracce dal titolo “Inver No”, che riceve ottime recensioni. Ora i Drammagothica si presentano con “Ira”, il loro autoprodotto debut album, che vede tra l’altro un cambio di line-up, ovvero l’avvicendarsi dietro al microfono di Manuela con Laura Santangelo. Gli ingredienti sono quelli canonici del genere, ovvero duetti da parte dei cantanti, growl/voce femminile pulita, ritmica potente e melodie sinfoniche, e devo dire che i ragazzi se la cavano davvero bene con gli strumenti, ma soprattutto si distinguono nella fase compositiva, dove non scendono mai nel banale e nel già sentito, praticamente una cosa molto buona per un album di debutto. Certo non manca qualche ingenuità negli arrangiamenti, cosa che naturalmente con una certa maturità ed ore in sala prove può essere colmata. Ciò che mi lascia invece un po’ perplesso è la voce di Laura, molto bella sulle tonalità medie, eccezionale in quelle basse, dove con la sua interpretazione riesce veramente ad emozionare, tanto che la sola “Her Ghost” varrebbe l’acquisto del CD, ma abbastanza monocorde sulle tonalità alte. Purtroppo il suo modo di cantare prevede l’uso costante di tonalità alte, e riesce ad essere convincente solo quando lo fa in modo lirico. Invece il cantato di Luca è molto soddisfacente, ed il suo growl è molto potente, però da migliorare è sicuramente l’affiatamento con Laura, sia nei duetti che nelle parti intrecciate dove uno canta una melodia diversa dall’altra. Questo però non accade nella bellissima “Last Breath” dove le parti cantate, anche se seguono linee diverse, si fondono perfettamente. In questo brano devo anche sottolineare l’ottima prova di Lucia al basso. Anche la seguente “Void” lascia il segno, grazie ad una bellissima introduzione acustica con le tastiere, dove Laura esprime tutta la sua bravura, tanto da avvicinarsi alla sua collega Amy Lee. Ma la perla rimane “Her Ghost” soave brano acustico dall’ottima melodia, dove voce, chitarra e tastiere avvolgono l’ascoltatore in un vortice di emozioni, e qui, grazie soprattutto all’interpretazione di Laura, perfetta. Davvero un bel debutto, anche se c’è da fare molta strada, la direzione è quella giusta.
Brano Migliore: “Her Ghost”
Brano. Peggiore: Nessuno.
VOTO: 7,5
(Smaz)