eyeconoclast - clustered dead ending corridors
BAND: Eyeconoclast
TITOLO: Clustered Dead Ending Corridors
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2005
GENERE: Death/trash
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 22 minuti ca.
CONTATTI:
www.eyeconoclast.com
RECENSIONE:
Gli Eyconoclast sono una band romana dal tipico Sound svedese di In Flames, The Crown, Soilwork miscelato con sonorità di stampo più americano (Testament,Death). Attivi dal 2002 in corrispondenza del primo incontro tra il chitarrista Alessio Cosenza e il chitarrista Giuseppe Morabito(che lascerà successivamente la band per motivi personali), dopo l’innesto nella line-ip del giovane bassista Gabriele Coreddu, del chitarrista e già produttore della band Stefano “Saul”, del batterista Mauro Mercurio e del potente vocalist Synder, la band comincia a promuovere i primi due demo con costanti live tra i quali spicca la loro apparizione come supporto dei Dismember a Caserta.
Molto ben suonato e una produzione veramente sopra le righe sono due delle caratteristiche che risaltano subito alle mie orecchie nel momento in cui schiaccio il tasto play del lettore e mi appresto ad ascoltare questo nuovo promo, il terzo della band, preceduto dal grezzo “Cursors EP” e dal già buono ”Binary Encoded Sunset”.
Seppur siano presenti solo 5 pezzi, tra l’altro tutti molto omogenei, i 22 minuti di “Clustered dead Ending Corridors” sono sufficienti a far risaltare le qualità tecniche dell’intera band che, pur non eccellendo in termini di originalità, si distingue per l’impatto positivo che è in grado di suscitare fulmineamente nell’ascolto.
Ottimi i pezzi cantati nei quali , oltre all’eccellente growl, il vocalist Synder si concede uscite più “trashaggianti” dimostrando una grande versatilità.
Le songs presentano un'impostazione orientata verso sonorità decisamente moderne, cariche di rabbia e aggressività, supportate da passaggi caotici con frequenti cambi di ritmo che sono però operati in modo preciso e con stile (la “cialtronaggine” presente invece in molte band similari viene lasciata in disparte; c’è molta scuola svedese nel loro modo di suonare).
Non me la sento di citare pezzi specifici privilegiandone uno al posto di un altro, il “rendimento” di questo ep è costante per i 5 pezzi…nessuno di essi si distingue in negativo.
Se non si trovassero in Italia ,ma qualche migliaio di chilometri più a nord gli Eyeconoclast non avrebbero sicuramente problemi a trovare istantaneamente un’ appropriata distribuzione su larga scala del futuro lp, album che sarà interamente autoprodotto e finanziato dalla band.
In sintesi il mio giudizio su questo lavoro è assolutamente positivo e pone buone prospettive riguardo l’elevazione ad un livello superiore dell’underground italiano in ambito estremo, “settore” in crescita in questi ultimi anni.
VOTO: 8
(Schizoid Man)