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BAND : Guernica
TITOLO: Guernica
ETICHETTA: Autoprodotto / MKM Promotion Agency
ANNO: 2005
GENERE: Prog/Alternative Metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 50 minuti circa
CONTATTI: www.guernicaband.it
RECENSIONE:
Bella sorpresa questo Guernica, davvero un gran disco, cesellato con originalità, intelligenza e perizia tecnica non indifferenti.
Siamo infatti alla terza fatica per l'omonima band avellinese, i Guernica appunto, sette ragazzi provenienti da diverse tradizioni musicali (dal crossover alla musica classica) e pertanto molto bravi a districarsi tra generi apparentemente incompatibili. Ebbene si, nonostante le numerosissime influenze, coerenza e compattezza non risentono del forte eclettismo e dell'originalità, caratteristiche imprescindibili e "assaporabili" su ogni traccia. L'emotività e il calore tipici del rock nostrano danno ulteriore freschezza al tutto. Sicuramente poi la grande padronanza tecnica (davvero notevole, complimenti!) funziona da collante, anche se, come ci si può accorgere facendo girare il cd nel lettore, c'è una trait d'union che lega tutte le canzoni e le amalgama a prescindere da questo, un filo conduttore che conduce l'ascoltatore attraverso emozioni e riflessioni.
Ma andiamo un po' per ordine.
I Guernica si formano definitivamente nel 2002, dopo dei trascorsi da cover band (cross-over). Si esibiscono al Royal Rock Festival di Caserta (inseme tra gli altri ai Linea77), mentre nel 2002 e nel 2003 pubblicano i primi lavori, rispettivamente "Senza Censure" e "Senza Sudare" (fatto di pezzi acustici e registato come gli altri due presso gli Zapping Sound Studio), che contribuiscono a farli conoscere e apprezzare, soprattutto qui in Italia.. Noi ovviamente gli auguriamo di riuscire a portare alta la nostra bandiera anche all'estero!
Non dimentichiamoci comunque della MKM Promotion, rea di aver scovato e lanciato questi talentuosi ragazzi. Continuate così!!
Torniamo di nuovo al disco.
Già dall'artwork di copertina (che per fare un parallelismo potremmo paragonare alle copertine dei vecchi dischi progressive anni '70), ci rendiamo conto di essere davanti ad un qualcosa di assolutamente non irrilevante, qualcosa di intelligente e ben fatto. Le tracce sono quantomai piacevoli ma allo stesso tempo ricercate. Tanto per fare degli esempi potremmo parlare degli inserti jazz nella prima canzone dell'album, "Picasso" o delle fisarmoniche in "stile parigino" di "Les Yeux", traccia carica di sentimento e di atmosfera, passando per le digressioni hard-core/elettroniche di "Venus" o per quelle lirico-teatrali di "Ferito". I testi poi riflettono la musica e la completano, essendo sì ricercati e intelligenti ma senza cadere in intellettualismi fini a sé stessi. La voce di Tony D'Alessio poi è davvero qualcosa di notevole e gli altri, ottimi musicisti non sono assolutamente da meno. G. De Prisco (chitarra e pianoforte), M. Testa (chitarra), A. Iandolo (chitarra e campionamenti), D. Iannaccone (basso), E. Scorzeto (batteria e campionamenti), E. Di Somma (violoncello) sono i nomi di questo grande settetto.
Insomma complimenti davvero, spero di sentire parlar di loro molto presto... e per chi non avesse ancora avuto la possibilità di ascoltare la loro musica consiglio vivamente di ovviare a questo, anche chi non ama particolarmente il genere non se ne pentirà affatto.
VOTO: 8
(Lovecat)