haven – cross in the sand

BAND : Haven
TITOLO: Cross in the Sand
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2004
GENERE: Gothic Prog Metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 39 minuti circa
CONTATTI: http://spaces.msn.com/members/havensoul/

RECENSIONE:
Cross in the Sand è il nome del demo realizzato da questo progetto musicale di nome Haven, dietro al quale agiscono gli sforzi congiunti del trio siciliano composto dalla cantante Carmen, dal tastierista Salvo e da Giulio, autentico factotum e anima della band, poliedrico artista nelle cui mani passano tutti gli altri strumenti, dalle chitarre alla batteria e persino la voce maschile… Congratulazioni anche soltanto per questo!
Il demo è un lavoro di 7 tracce molto difficilmente ascrivibili ad un genere ben preciso: si va da un gothic metal molto “piano oriented” a un heavy robusto e accattivante (come quello che ci accoglie nell’iniziale title-track), magari condito con passaggi melodici non troppo distanti da quanto madre Svezia ci dona da qualche anno. Insomma, davvero tanta carne al fuoco!
I brani sono mediamente lunghi (circa 6 minuti ognuno), articolati e ben strutturati, certamente non privi di sbavature qua e là ma complessivamente più che soddisfacenti: non tutti riescono a coinvolgere al 100%, ma quando la band trova il proprio equilibrio la qualità della musica è davvero ottima! Particolare plauso va al lavoro di tastiere, che si rivelano il punto di forza di molte canzoni, sia quando si tratta di eteree note atmosferiche sia quando il piano diventa la voce principale.
Ineccepibile la prova della cantante, un po’ meno quella del buon Giulio quando si cimenta nelle parti vocali (si sente che non è il suo “mestiere”), anche se riesce tuttavia a conferire una sua teatralità all’intero lavoro (un po’ à la Pain of Salvation o Arcturus) e l’impressione complessiva è comunque buona.
Tirando le somme, possiamo concludere che questo “Cross in the Sand” è davvero una buona presentazione per dei musicisti che rivelano capacità di tutto rispetto.. Certo, di perfezionamenti da apportare ce ne sono parecchi, specie per quanto riguarda la struttura dei brani, ma se gli Haven proseguiranno su questa strada sono sicuro che tireranno fuori dal cilindro qualcosa di molto interessante. Non perdiamoli di vista!

VOTO: 7-

(Silentwater)