haven - entropy
BAND: Haven
TITOLO: Entropy
ETICHETTA: autoprodotto
ANNO: 2006
GENERE: gothic metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 23 minuti
CONTATTI: http://spaces.msn.com/members/havensoul/
RECENSIONE:
Chi non muore si rivede, come si suol dire, e gli Haven paiono proprio non essere morti! Abbiamo già avuto il piacere di recensirli con il loro precedente demo Cross in the Sand, datato 2004, e adesso tornano con Entropy, lavoro non troppo distante da quanto già sentito negli altri demo della band ma notevolmente migliore sotto molti aspetti, tecnici e stilistici innanzi tutto.
Entropy si presenta infatti come un disco molto più diretto del suo predecessore, le canzoni sono più snelle e durano decisamente meno, guadagnandone in incisività e "ascoltabilità", senza perdere però in atmosfera (merito dell'ottimo lavoro delle tastiere). Le coordinate stilistiche come già detto sono più o meno le medesime di Cross in the Sand, anche se la parte più classicamente heavy tende un po' più a passare in secondo piano in favore di fraseggi più leggeri ed eterei. Complessivamente dunque assistiamo ad un raffinamento dell sonorità, tanto che talvolta viene da accostare gli Haven ai Klimt1918, ottimo segnale a mio avviso, visto che assieme a ciò si nota una maggiore personalità da parte della band... si sta formando un "Haven-sound", è il primo passo verso la gloria! ;)
Alcune cose da sistemare rimangono ad onor del vero, nonostante le indiscutibili qualità canore di Carmen le parti vocali non sono sempre convincenti e non sarebbe male se in futuro gli Haven riuscissero ad affiancare alla valida sezione strumentale anche un'altrettanto riuscita controparte vocale: non a caso direi che il brano migliore del lotto è la strumentale conclusiva "All that Remains", davvero ben fatta, un alternarsi di melodie di piano, synth e chitarra distorta che mostra la bontà delle idee di questi ragazzi. Rimane il problema poi della voce maschile, Giulio supplisce come può alle sue carenze con un cantato molto "emotivo", ma per il salto di qualità non si potrà prescindere dal trovare una voce all'altezza del lavoro.
In conclusione, un ottimo passo avanti, senza dubbio, sono davvero curioso di sentire cosa saprebbero produrre questi ragazzi se disponessero di mezzi per registrare la propria musica come si deve...
VOTO: 7,5
(SIlentWater)