irydium – no cover up

BAND: Irydium
TITOLO: No Cover Up
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2005
GENERE: gothic /prog /modern metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 25 minuti ca.
CONTATTI: www.irydium.it

RECENSIONE:
Nel 2003 è stata la volta di “SlamD”, 2 tracce e buoni responsi critici. Oggi gli Irydium, quintetto proveniente da Palermo, dà alle stampe l’ep “No Cover Up”, 6 tracce nel tentativo di conquistare ulteriori consensi e diffondere il proprio nome il più possibile nella scena underground tricolore. Rispetto alla prima formazione si registra il cambio della sezione ritmica, è il turno di Giuseppe Carnevale alla batteria e Sebastiano Gatto al basso, ad accompagnare Laura Piras alla voce, Davide Campanella e Angelo Marguglio alle chitarre (quest’ultimo anche alle tastiere). La musica degli Irydium è raffinata, discretamente colta ed elegante; evidente il tentativo dei ragazzi di affrancarsi in qualche modo all’interno dell’affollato panorama di band “gotiche” (perdonate la brutale grossolanità della classificazione) capitanate da voci femminili. Sostanzialmente gli accostamenti che mi è capitato di leggere sulla band sono piuttosto calzanti, Evanescence, Skunk Anansie, Lacuna Coil, Within Temptation, tutti nomi che con molta facilità vengono in mente ascoltando questo “No Cover Up”. A merito degli Irydium va però detto che i nostri cercano di arricchire le coordinate gothic /modern metal (non parlerei di “nu metal”) del proprio sound con una impostazione quasi progressive, insieme anche all’apporto di compiaciute sfumature funky (“Life Breath”, Over Time Doors”). Aggiuntiva eccezione al canone è la song “A World Windows”, forse quella che preferisco dell’intero lotto offerto, per la sua carica maggiormente aggressiva e schiettamente rock. La band è sofisticata quanto basta per non scontentare palati fini e coloro i quali si sentono poco inclini a sonorità troppo facili, immediate e prevedibili. Arpeggi, melodie delicate, impeti elettrici costantemente temperati e rotondi, atmosfere ispirate. Personalmente devo anche ammettere però che spesso gli Irydium mi sono sembrati risultare poco incisivi, con passaggi si ricercati ed articolati, ma non sempre in grado di centrare il bersaglio e tener viva l’attenzione dell’ascoltatore, almeno in questo caso la mia. Dei Within Temptation gli Irydium non hanno l’istintività della grande hit song; così come la ricchezza delle partiture strumentali, seppur senza pecca, non brilla dell’arguta follia dei Provenance o del barocchismo degli After Forever (peculiarità che gli Irydium forse neppure hanno mai intenzionalmente ricercato). Strumentalmente i cinque musicisti sono senz’altro preparati ed affiatati, e sostanzialmente il prodotto non presenta vistose sbavature, anche se al termine della sua durata non mi ha convinto a pieno. Quello che mi viene da imputare alla band è una personalità ancora non compiutamente formata; “No Cover Up” si inserisce tutto sommato in un filone, mostrando grandi potenzialità, promettendo molto ma realizzando ancora troppo poco. Forse non è del tutto maturata in seno al gruppo la direzione da intraprendere una volta diventati “grandi”, o forse semplicemente un frequentatore più assiduo del genere proposto (in effetti sarebbe meglio dire dei generi proposti) dagli Irydium saprà cogliere in modo più puntuale del sottoscritto il valore intrinseco della band. In conclusione, come il più antipatico dei professorini, non posso che giudicare positivamente questo “No Cover Up” pur intravedendo ampi margini di miglioramento per il futuro.

VOTO: 6,5

(Psychotron)