krys - black cat
BAND: Krys
TITOLO: Black Cat
ETICHETTA: Autoprodotto
ANNO: 2005
GENERE: sleazy /glam /hard rock
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 13 minuti ca.
CONTATTI: www.krisband.com
RECENSIONE:
“Black Cat” è il nuovo mini Cd partorito dai Krys, band attiva già dal 2002. Un po’ di storia: nel 2003 esce il primo lavoro “Hope And Tears” e l’anno successivo è invece la volta di “Halloween Town”, esplicito omaggio del combo alla pellicola di Tim Burton “Nightmare Before Christmas” (molto gettonata nel circuito hard & heavy nostrano, vedi ad esempio “Nightbreed Of Macabria” dei Theatres Des Vampires). Vari avvicendamenti si registrano in seno alla line up e dopo “Halloween Town” la band registra la cover di “Submission” dei Pistols per un album tributo in uscita sul mercato ad ottobre del 2005. Anche da un punto di vista live i Krys si danno il loro da fare aprendo per acts quali Bastet e i finnici Private Line. A giugno di quest’anno i Krys volano sino in Finlandia per un drappello di date. A luglio si esibiscono al Summer Glamattack di Torino nell’ambito del Chicobum Festival, aprendo insieme ad altre bands addirittura per Sua Orrendevolezza Alice Cooper. Sotto la tutela della MKM Promotion Agency i Krys si propongono di diventare finalmente qualcuno investendo le platee con la loro scanzonata miscela di sleazy rock e glam sguaiatello, portando avanti la lezione di Dogs D’Amour, Hanoi Rocks, Motley Crue e Guns’N’ Roses. Almeno tre lustri sono passati dagli splendori scintillanti della scena glam americana e i Krys (oggi composti da Chris alla voce e chitarra, Die Die alla chitarra, Nasty al basso e Ale alla batteria) si aggiornano importando nel loro sound anche reminiscenze degli scandinavi Hellacopters come dei tedeschi The Traceelords. “Black Cat” presenta 4 tracce (“Black Cat”, “Rock ‘N’Roll Forever”, “In My Dreams”, “Baby Paradise”), all’insegna del più totale disimpegno, un’ideale via di fuga dall’assillo di ogni preoccupazione. Musica, divertimento, rilassatezza, positività, in poche parole: glam rock al 100%. Lo strimpellio della band è piacevolmente quanto volutamente scomposto, grezzo e indelicato; i ritornelli fanno subito breccia nel muro della simpatia; le strofe sono minimali e funzionali all’indice di sollazzo e trastullo, vero unico obbiettivo dei Krys. Non rimane che aspettare un album sulla lunga distanza per un genere che sicuramente ha conosciuto un disdicevole calo quantitativo (e qualitativo) negli ultimi anni, ma che invece fa bene alla salute e all’umore di ogni rocker pressato dalla avvilente quotidianità di un mondo grigio.
VOTO: 7,5
(Psychotron)