one step beyond - beyond good and evil
BAND: One Step Beyond
TITOLO: Beyond Good And Evil
ETICHETTA: Autoproduzione /Club Inferno
ANNO: 2008
GENERE: death metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 44 minuti
CONTATTI: www.myspace.com/onesteprockstar
RECENSIONE:
Ho letto riferimenti a Primus, Napalm Death, Frank Zappa e Bob Marley per descrivere l'incontenibile miscela sonora degli australiani One Step Beyond. Una messe di influenze abbastanza preoccupanti per un recensore che si appresti a descrivere il platter in esame. Avviato il lettore, le 15 tracce del CD iniziano a rincorrersi l'un l'altra senza soluzione di continuità, in un unico maelström sonoro schizzoide e malsano condotto dal pifferaio magico Justin Wood alle vocals, uno screamer dall'ugola puntuta e sanguinante. Lo confortano nell'ingrato compito Mad Matt (basso, chitarra e programming) e Pahl Hodgson (chitarra). E allora, tutta questa complessità di influenze, input e creatività strabordante, da dove proviene? Dagli U.S.A. amici miei, e più precisamente da Sarasota, Florida. Atheist è il nome da imprimere bene in mente, un'inesauribile Bibbia dalla quale gli One Step Beyond hanno tratto ogni insegnamento possibile, hanno estrapolato ogni segreto, ogni sotterfugio, ogni vezzo capriccioso e beffardo, ogni incongruenza ritmica, ogni bizzarro cambio di tempo, ogni improponibile mosaico di stili e atmosfere. Napalm Death? Certo. Primus, anche, perché no. E pure Fatal Opera, Faith No More, Nocturnus e Watchtower. Ma senza gli Atheist questi australiani si sarebbero dati al 4/4 dei fratelli (Angus e Malcolm) Young. Esattamente come gli Atheist, anche gli One Step Beyond condividono il triste destino di aver subito la perdita di un proprio compagno di viaggio (il chitarrista e co-fondatore della band Jeremy Lammas). Attualmente il combo di Adelaide sta audizionando batteristi per potesi esibire dal vivo, e a breve verranno pubblicati dalla label australiana Grindhead Records il demo del 1999 e il full-lenght "Life Imitates Art" del 2002. Ovviamente una band per metalkids di larghe, larghissime vedute, gente insomma che non fa guerre di religione, ma è convinta che dai Rush ai Prostitute Disfigurement sia tutta una grande famiglia. "Everyday" pare la brutalizzazione di "Higher Ground" dei Red Hot Chili Peppers (alias Steve Wonder). "Black Light Blue" è un blues elettrico e minimalista che odora Led Zeppelin, e la successiva "Depth Of Mind" fonde psichedelia e fantascienza anni '50. Ci siamo capiti insomma, completa assenza di gravità, in balia del vuoto pneumatico ....
VOTO: 7,5
(Psychotron)