sacrum - cognition
BAND: Sacrum
TITOLO: Cognition
ETICHETTA: autoprodotto
ANNO: 2008
GENERE: progressive metal
NAZIONALITÀ: Argentina
DURATA: 49 minuti
CONTATTI: www.sacrumsite.com
RECENSIONE:
Ogni giorno ricevo due/tre richieste di amicizia tramite MySpace, in quanto alcune band, affini alle mie band preferite, mi invitano ad ascoltare la propria musica. E di scoperte piacevoli ce ne sono state, anche molto professionali, come è il caso dei progster argentini Sacrum di cui mi appresto a recensire l’album di debutto “Cognition” uscito nel mese di gennaio ed acquistabile presso i migliori negozi on-line. Devo subito dire che la produzione è perfetta, con i suoni cristallini ben bilanciati, e molto curata è la confezione digipack con all’interno delle immagini, una per ogni brano, ad opera dell’artista polacco Michal Karcz. Ma veniamo all’aspetto più interessante, ovvero la musica proposta dai cinque ragazzi, che sono Estanislao Silveyra alla voce, Martín Guerrero alla chitarra, Agustín Sedano Acosta alla batteria, Mariano Herraiz alle tastiere e Diego Cipolla al basso, ai quali sicuramente la tecnica non manca, e si può sentire chiaramente in ogni pezzo. I Sacrum fanno dell’ottimo prog metal, con i Dream Theater presi come principale fonte d’ispirazione; non è un caso quindi se i nostri apriranno lo show argentino dei progsters di Long Island. Parlavo di tecnica, ma non aspettatevi scorribande su tutte le scale possibili, mega assoli e linee vocali sopra tempi impossibili, qui la melodia regna padrona ed ogni pezzo è costruito per esaltarla. Certo, la batteria scandisce i tempi, ed i cambi di tempo sono frequenti, fanno parte del genere, però non sono mai fini a se stessi, ma sono parte integrante delle composizioni. E l’opener “Translation” ne è l’esempio più calzante. La song inizia con delle maestose tastiere, per poi fare spazio ad una chitarra cattivissima, a cui fa eco il cantato, pulito e cristallino del singer, praticamente 4 minuti di pura potenza. Come potente inizia “The Dream Prisoner”, con quelle chitarre prese in prestito dai Symphony X e Pagan’s Mind. Il brano ha un break melodico molto toccante che poi esplode in un assolo di chitarra formidabile. Tastiera e basso introducono “Stay”, che mette in mostra la formidabile tecnica del batterista; poi è protagonista il pianoforte, che esegue la melodia del pezzo. Grande prestazione del singer e del tastierista, in uno degli highlights del CD. “In Memory” inizia in un modo molto thrash, e rimane molto heavy per quasi tutta la durata del pezzo, fino al break parlato che conferisce una certa drammaticità. La melodia torna sovrana e prepotente nella veloce ma ispirata “Made As One”. “Sacrum” è il brano più complesso del CD, caratterizzato da un’atmosfera molto cupa regalata dal suono delle tastiere e dal growl del guest Nicolás Perez, a cui si unisce una linea vocale in perfetto stile russo; il cantato però è anche ingentilito dalla presenza femminile dell’altra guest Josefina Silveyra. “Innerself” ha un’intro molto maestoso e dopo un giro di basso, a cui si unisce il batterista nel classico tempo alla Portnoy, si rivela molto simile ai Dream Theater, voce e melodia compresa. “Cognition” nei suoi otto minuti, è il brano più lungo del disco, e posso dire tranquillamente che è il summit di quanto ascoltato fino ad ora, con una menzione a parte per il lavoro del batterista, formidabile nel tocco di doppia cassa. Molto buona è anche la parte strumentale con assoli molto ispirati. Chiude il CD la ballad per voce, pianoforte e chitarra acustica “No Turning Back”. Questo gioiellino va ad aggiungersi alle buone uscite prog del 2007, e fa sperare che anche il 2008 sarà una buona annata.
Brano Migliore: “Stay”. Brano Peggiore: Nessuno.
VOTO: 8
(Smaz)