shivan – when wishes sicken

BAND: Shivan
TITOLO: When Wishes Sicken
ETICHETTA: autoprodotto
ANNO: 2004
GENERE: gothic rock /metal
NAZIONALITÀ: Italia
DURATA: 63 minuti
CONTATTI: www.shivan-ve.com

RECENSIONE:
Il combo veneziano degli Shivan proviene da un passato black metal legato al primo album. La band si forma nel 1996 con l’intento di produrre musica gothic /doom /black. Nel 1997 viene registrato un primo demo, “Bitter As Gall”; gli Shivan si sciolgono e si riformano nel giro di due anni, con qualche assestamento di line-up. Nel 2002 debuttano quindi su Pulsar Lights Records con il black-oriented “Whatever Lot’s Above”. Nello stesso anno entra in formazione il nuovo ed attuale singer Seere al quale pare sia da imputarsi il cambiamento di sonorità perseguito su “When Wishes Sicken” dalla band, definitivamente dedita ad un gothic rock, straniante, depressivo, disperato e sofferto. Intanto, dall’uscita nel 2004 di questo lavoro, un nuovo batterista siede dietro le pelli. L’album è interessante, e quanto meno non perfettamente allineato alle decine di uscite che il mercato propone quotidianamente, proprio a causa dell’abbandono dell’attitudine estrema e del cantato growl. Al contempo però “When Wishes Sicken” si pone traguardi piuttosto ambiziosi, senza ancora raggiungerli completamente. Evidente una accurata ricerca sonora da parte dei ragazzi negli arrangiamenti, nelle melodie, nel dinamismo all’interno delle partiture (notevole la prestazione del tastierista Ynis Witrin /Diego); ma talvolta lungo l’ascolto emerge pure un senso di noia e prolissità (fatta salva la convinzione che l’album merita più di un ascolto per essere compreso a pieno). Gli Shivan a mio giudizio mostrano il difetto di buttarla troppo sul pathos plateale e parossistico, anche e soprattutto per via della intensa interpretazione di Seere, che si rivela un’arma a doppio taglio. La band appare discretamente matura strumentalmente, ma maggior sobrietà e concisione nel “tentativo di sfogo o comunicazione di sentimenti, come urla dall’alienazione” - per citare la bio allegata - gioverebbero all’incisività della musica degli Shivan. Mi riferisco ad esempio a una formazione come gli Artica, progetto da guardare con attenzione, come possibile punto di approdo dell’evoluzione iniziata dagli Shivan. “When Wishes Sicken” ha i nervi scoperti, album teso, nervoso, arrabbiato, sgomento, rancoroso, angosciato. Di certo ascoltarlo non vi risparmierà emozioni forti. La tracklist contiene 11 tracce, comprensive di brani in doppia versione, short e normale (“Cold Winter Nights”, “Alone Again”), e del remix di “Bereft”, anch’esso già presente in scaletta.

VOTO: 6,5

(Psychotron)