CLIENT

- 29/06/2007 Ippodromo Le Mulina (Firenze) -

 

REPORT:
A poco più di un anno di distanza torno a vedere le Client a Firenze, questa volta a seguito della recente uscita nei negozi del nuovo album, “Heartland”. Il terzo capitolo prodotto dalle hostess più electro dei cieli d’Europa non mi ha lasciato troppo contento, album assai cupo e manieristico, dove il disimpegno divertente e divertito degli esordi lascia spazio ad eccessiva seriosità. Cosa proporranno stavolta le ragazze on stage? Presto detto, come d’abitudine Kate, Sarah ed Emily indossano delle sensuali “divise d’ordinanza”, camicette e gonne in pelle fino al ginocchio, calze fetish e scarpe scollate con tacco (ma Emily la rocker predilige lo stivaletto anfibio). Palco estremamente spoglio, il basso di Emily, tre aste con microfoni e i computer di Kate. Le ragazze sono estasiate per la bella serata estiva italiana e per il fatto che tra il pubblico riconoscono molte facce - a loro detta - “familiari”. Il concerto che viene regalato all’uditorio (termine quasi letterale poiché il prezzo d’entrata è di 7 euro) è di gran categoria, con una scaletta che sorprendentemente trascura proprio il nuovo “Heartland”, al quale è riservato un limitatissimo numero di estratti, tra cui la titletrack e il singolo “Lights Go Out”. “Client” e “City” vengono invece ampiamenti riproposti attraverso le splendide “Client”, “Price Of Love”, “Here And Now”, “Rock And Roll Machine”, “Radio”, “Pornography”, “Down To The Underground”. Rispetto ad un anno fa Sarah Blackwood (Client B) pare anche leggermente più sciolta e volenterosa di interagire col pubblico; oltre ai duetti psuedo lesbo con le compagne, spesso vengono elargiti sorrisoni e occhiate compiacenti ai fans, e tra una song e l’altra i ringraziamenti all’Italia e a Firenze si sprecano. Le canzoni eseguite sono praticamente le stesse che ho avuto modo di ascoltare (e vedere) nel marzo del 2006, compreso l’unico bis affidato a “In It For The Money”. Purtroppo le Client mantengono pure il brutto vizio di non raggiungere nemmeno i 60 minuti tondi di esibizione e, sebbene lo show sia assolutamente divertente, rimane sempre l’amaro in bocca per l’estrema esiguità dell’evento (concertus interruptus ....). Carine, divertenti, garbate, ammiccanti, severe nel concedersi ... “Client, available on request, satisfaction guaranteed”.  Appuntamento tra 12 mesi, giorno più, giorno meno.


(Psychotron)