DARK FEST
WARM UP - DARK FEST
19.05.2007, People of Art – S. Damaso (Modena)
REPORT:
Lo scorso 19 maggio il People of Art di San Damaso ha ospitato il Warm Up del Dark Fest, manifestazione organizzata da Bologna City Rock, che è poi proseguita il giorno successivo all’Estragon di Bologna con un cartellone di tutto rispetto (tra gli altri: Sleep Of Thetis, Macbeth, 69 Eyes). Per chi scrive, il Warm Up prevedeva un bill di primaria importanza, con i Domina Noctis (pur previsti come opener band i TalismanStone hanno dato forfait), i baresi Godyva che da tempo bramavo di poter vedere live, e soprattutto gli immarcescibili cainiti romani Theatres Des Vampires, autentico pallino del sottoscritto. Manifesti e pubblicità dei giorni precedenti davano appuntamento alle 21:00 .... ed infatti passate le 23:00 finalmente i Domina Noctis salgono sul palco! (Piccolo appunto: non ricordo di aver mai assistito ad un concerto nel rispetto dell’orario annunciato, vero. Passi mezz’ora, passi un’ora .... ma oltre due ore di ritardo - apparentemente senza l’aggravante di nessun inconveniente tecnico - sono state davvero seccanti per chi aveva sulle spalle circa 300 km di strada per presenziare alla serata. O si abolisce la pratica di un orario di riferimento o, se specificato, si cerca di attenervisi per rispetto del pubblico pagante.)
Il quintetto parmense dei Domina Noctis (due demo ed il full-lenght “Nocturnalight” del 2005 all’attivo, oltre ad un tour in Russia e un piazzamento al terzo posto tra le realtà underground del 2005 preferite dai lettori del magazine Rock Hard) hanno a disposizione una quarantina di minuti circa per far bella figura. La loro performance è onesta e gradevole; melodic gothic metal dal taglio “moderno”, governato con generosità ed entusiasmo dalla singer Edera e dal chitarrista Asher, songwriter maximo del combo (anche dietro le pelli per i depressive blacksters Forgotten Tomb). L’interpretazione di Edera è indubbiamente intensa e potente, e contribuisce ad attenuare qualche passaggio più statico ed appesantito. I ragazzi si fanno apprezzare dalla platea e vengono salutati dagli applausi.
Avvicendamento di tecnici on stage ed è il turno dei Godyva, giunti da Bari per dare in pasto al pubblico del Dark Fest le qualità e le mille anime dell’album “In Good And Evil” (2006). E direi che a tal proposito proprio nessuno dei presenti sia rimasto deluso! C’è talento da vendere con i Godyva. Grandissima trascinatrice la singer Lady Godyva, fasciata di nero in uno splendido abito goth, timbrica possente e ricerca continua del contatto col pubblico. Alle sue spalle la band produce tanta di quella energia che pare si sia offerta addirittura l’Enel per comprarne una parte ed illuminare Modena per i prossimi mesi, eheh! La scaletta prevede le migliori songs dal debut album (anche se di peggiori non ce ne sono!), e così “Intimate”, “Loveble Sin”, “Cold”, “Dreams Of A Child”, la title track e “Flame Flower” si susseguono una dopo l’altra. Non mi sarebbe dispiaciuto ascoltare pure “Soul Desert” e “Purified” ma il tempo stringe e i baresi hanno avuto il tempo solo per un’ultima piccola sorpresa da dedicare ai propri fans, l’esecuzione dell’inedita “My Ark” (che definiscono ancora in fase di lavorazione), notevolmente bella e promettente. Ottimo show che purtroppo giunge al termine.
L’eccitazione in sala è direttamente proporzionale all’attesa per gli headliner della serata; membri dei Theatres Des Vampires si muovono sul palco per gli ultimi ritocchi agli strumenti, mentre lei, la diva Scarlet, è ben celata nei camerini, pronta alla sua consueta entrata trionfale. Il Requiem di Mozart inonda gli ampi spazi del People, mentre Fabian, Zimon, Gabriel prendono posizione, e con loro un nuovo chitarrista (diverso rispetto a quello visto in azione lo scorso ottobre alla Halloween Night dell’Isola del Liri). La band sfoggia le abituali maschere bianche e sulle note della nuovissima “Bring Me Back” (uno dei 4 inediti contenuti su “Desire Of Damnation”) fa il suo ingresso la regina dei Vampiri, Sonya Scarlet, imbattibile per carisma e bellezza. Stasera i vampiri romani paiono da subito in stato di grazia e la resa live dei loro classici ha davvero una marcia in più. La band è solidissima, rodata, molto determinata, ed il pubblico risponde con grande calore. La scaletta dello show è sostanzialmente quella dell’Addiction Tour, dunque songs comprese tra gli album “Suicide Vampire” e “Pleasure And Pain” con però l’eccezione della conturbante “Dances With Satan”, estratta da “Bloody Lunatic Asylum”, e dei quattro nuovi pezzi estratti dal doppio “Desire Of Damnation” (in aggiunta all’opener, “Riflessi”, “All My Tears”, “Forget Me”). Bellissime, drammatiche ed oscure come sempre “Angel Of Lust”, Pleasure And Pain” “Never Again”, “My Lullaby”, inquietante come poche altre “Lilith Mater Inferiorum”. La ruffiana “La Danse Macabre Du Vampire” ogni sera compie il miracolo di instaurare una morbosa ed inscindibile complicità col pubblico. Mentre l’omaggio al maestro Dario Argento (e ai Goblin) con l’esecuzione di “Profondo Rosso” riscuote sempre molti consensi, e permette a Sonya di cambiarsi d’abito per “Rosa Mistero” (presentandosi in una attillata guaina in latex nero bordato di rosso, come una diabolica infermierina rovinosamente interessata al nettare delle nostre vene). Ultimo brano previsto in scaletta l’aggressiva “Forever In Death”, ma per fortuna non manca il bis, affidato alla stupenda “Queen Of The Damned”, tra le migliori frecce in assoluto all’arco dei Vampiri. Come in preda ad una droga ogni fine concerto dei Theatres Des Vampires mi lascia ebbro ed incantato, effetto che per fortuna prosegue per molti giorni a seguire. Band eccezionale, autentici e meravigliosi.
Un grazie in particolare a Cristian per la scaletta “ufficiale” dei Godyva.
(Psychotron)