FROZEN TEARS + Seventh Seal
- 11/01/2008 Ambasciata Di Marte (Firenze) -
REPORT:
Serata fiorentina molto umida, e dentro le mura dell'Ambasciata di Marte la situazione non migliora granché; ma, nonostante le apparenze, il locale ospita dignitosamente la prova di due veraci metal band toscane: Seventh Seal e Frozen Tears. I primi salgono sul palco intorno alle 22:40, con un pubblico ancora troppo timido e risicato. Il quintetto non si lascia intimorire più di tanto e porta a casa la serata, grazie alla simpatia dei siparietti inscenati on stage da bassista e batterista, e soprattutto grazie alla buona collezione di songs data in pasto ai presenti. I Seal hanno già all'attivo il platter "The Black Dragon's Eyes", oltre alla imminente pubblicazione del suo seguito, e devo dire di aver molto apprezzato la miscela di metal maideniano misto a influenze più prettamente epic ed ottantiane del sound dei Seventh Seal. Ottima prova della cantante Chiara Luci, tutt'altro che un angelo in cerca di facili conferme muliebri, ma anzi una dotata ed intensa singer per una band che non nasconde la propria predilezione "purista" in quanto a sonorità metal (si pensi ai Domine dei primi due full-lenght). La cover di "Flight Of Icarus" raccoglie l'approvazione dei presenti, così come il duetto finale "a sorpresa" con Alessio Taiti dei Frozen Tears.
E sono proprio i rodati Tears a salire sul palco verso le 23:20; subito da registrare il cambio di chitarrista, con le sei corde di Krishna Biswas a prendere il posto di quelle di Lapo Torrini. Davanti ad un pubblico sensibilmente cresciuto in numero, la band offre il meglio del proprio repertorio, pescando da una già nutrita discografia (sempre ad altissimi livelli). I brani estratti dal più recente "Nights Of Violence" come "Instability", "Queen Of Solitude" o "Don't Waste Your Time" non fanno che confermare anche dal vivo quanto la fiducia della label bresciana My Graveyard in questi ragazzi sia stata ben riposta. Da "Metal Hurricane" alla cover di "Two Minutes To Midnight" è una pioggia di metal dannatamente potente ed efficace, all'interno del quale anche il nuovo Krishna mostra di trovarsi a proprio agio. Gran finale con la riproposizione della priestiana "Electric Eye", per la gioia del sottoscritto, ma anche di molti dei presenti, presumo! Personalmente sono ben contento che una etichetta italiana abbia riportato a casa questi ragazzi. Appena qualche mese fa avevo assistito alla loro esibizione al Legends Never Die Festival e la buona impressione suscitatami allora non solo è rimasta tale ma, se possibile, ha subito una ulteriore iniezione di benzina. Italian Metal Lives!
(Psychotron)