Kirlian Camera (+ Interferenze)
- 15/10/05 Anomalia Club ( Prato ) -
REPORT:
Kirlian Camera. Un disco prestato da un amico, per la precisione "Invisible Front 2005", mi è bastato per mettermi addosso una gran curiosità, curiosità di conoscere meglio un gruppo ricco di bravura ed esperienza, che mi ha rapito al primo ascolto.. Quale occasione migliore di un loro concerto, tra l'altro anteprima mondiale con i pezzi estratti dal nuovo album "Coroner's Sun"? Nessuna, ovviamente! Inutile dire che le mie aspettative non sono andate affatto deluse, anzi, ma andiamo per ordine.
Arriviamo con largo anticipo all'Anomalia Club di Prato, posto tranquillo e decisamente interessante, che propone chicche niente male per gli amanti del rock, metal, dark e non solo (e il tutto a prezzo davvero contenuto!). L'attesa diviene decisamente più sopportabile al nostro ingresso nel locale, vuoi per la temperatura, vuoi per i comodi divanetti della saletta "lounge". Persi nei nostri discorsi pseudo-musicali osserviamo il locale riempirsi (il concerto dei Kirlian Camera inaugura la stagione dark del club, appunto), cominciano ad arrivare estimatori ed amanti delle sonorità oscure, che nei loro marziali ed eleganti vestiti si accomodano nel locale, pian piano contribuendo a creare l'atmosfera giusta. Intanto c'è chi inganna l'attesa sorseggiando birra, chi scartabellando l'onnipresente stand di dischi dark-wave-electro, in cerca del gruppetto sconosciuto o dell'ultimo lavoro dei Kirlian (ahimé assente per motivi tecnici..fonti ufficiali ci assicurano che non sarà fuori prima di dicembre-gennaio). Il tutto finché i tecnici finiscono di preparare il palco per gli openers della serata, i toscani Interferenze.
Due parole vanno spese su questa band, anzi questo duo che propone un connubio tra sonorità dark-elettroniche e un energico rock con cantato in italiano (no, non stona affatto, ve lo garantisco.. e io non sono un amante del rock nostrano, credetemi!). Davvero bravi, meritevoli di fragorosi applausi anche se a mio parere il popolo dell'Anomalia è stato per loro un po' troppo parco di battiti di mani - io ho sempre applaudito, comunque ;-). I pattern e le melodie tessute dal synth di Luca accompagnano la voce di Jac ed i riff della sua nera Gibson. La sintesi tra atmosfera dark, melodia e cattiveria (strumentale, si intende..) è perfetta, nessun componente prevale troppo sull'altro. Oltre a questo sanno tenere il palco in modo egregio, soprattutto considerato che sono un gruppo giovane e inesperto (per modo di dire!). Quando ad un certo punto il synth intona le note della cover di "Fade to Grey" dei Visage mi commuovo (sempre per modo di dire ;-p ), una delle mie canzoni preferite in assoluto, interpretata ed eseguita in modo davvero notevole. Finita la loro performance, soddisfatto di questa piacevole scoperta, aspetto insieme ai due amici (ovviamente c'è l'immancabile Psychotron, colpevole di avermi fatto conoscere i Kirlian Camera!) l'avvento degli "headliners".
Girandoci un po' intorno ci accorgiamo che il locale si è riempito in modo consistente, per non dire sovraffollato, perciò cerchiamo a fatica un posticino vicino al palco, fatica che verrà assolutamente ripagata..
L'impatto visivo è subito dei più incisivi e austeri, cinque figure incappucciate in un passamontagna scuro con croce rossa fanno il loro ingresso sul palco illuminato da luce soffusa, vestiti a mo' di ufficiali anni '40 di qualche indefinito esercito. Le immagini che scorrono sullo schermo retrostante sono proprio quelle di documentari militari e simili, riguardanti parate sovietiche, "aree 51" e industrie fumose, tutto in rigoroso stile metà secolo.
I suoni sintetici che sgorgano dalle elettroniche evocano atmosfere estranianti e inquinate, perfettamente in linea con le immagini suddette, che vengono coronate dalla rivelazione del volto da parte di Elena Alice Fossi, "primadonna" dei Kirlian Camera, che si leva il passamontagna e si lancia nella declamazione di ispirate liriche in lingua tedesca. Dopo qualche problema di microfono, la bellissima Elena intona solenne, sensuale e soave allo stesso tempo le note di alcune delle canzoni del nuovo disco "Coroner's Sun". Mano a mano, riprendendoci dal rapimento in cui siamo caduti seguendo l'affascinante regina, notiamo l'austerità di Angelo Bergamini (se Elena è la regina lui è quantomai il re, vero "deus-ex-machina" del gruppo) e compagni (sul palco potevamo ammirare i Siderartica al gran completo), indaffarati come api dietro a sequenziatori, mixer e sintetizzatori, che costruiscono in modo possente e allo stesso tempo struggente ed emozionante paesaggi alieni e ricordi bellici, operose industrie ed esperimenti atomici. A voler per forza etichettare possiamo considerare il tutto una vibrante macchina fatta di dark, elettronica, industrial e techno, in cui ognuno dei pezzi è fondamentale per l'armonia del tutto. Intanto la bellissima voce di Elena Alice si snoda in alti intrecci e sussurra, ricamando la tela sonora creata dai "macchinisti".
I Kirlian Camera, coronano la presentazione del nuovo album con due brani acustici, per poi spaziare nella loro discografia pescando sia dai primi lavori che dagli ultimi, in particolare ottima è la resa di “K-Pax”, “The Path of Flowers” e “Dead Zone in The Sky” tratte dal penultimo “Invisible Front 2005”. Il concerto procede bello e molto sentito, la folla è entusiasta, uno zoccolo duro di fan fedeli e devoti si fa sentire caloroso e commosso per tutto il tempo, al termine di ogni canzone, ripagando i Kirlian di tutti i loro sforzi coronati in una performance nella quale sono riusciti perfettamente ad entrare in sintonia con la platea, investendola di emozioni.
Bellissimi, bravissimi e davvero emozionanti, non mi vengono altre parole per descrivere questo grande gruppo, un gruppo in cui melodie e atmosfere indescrivibili sono magistralmente orchestrate con una notevole bravura tecnica (strumentale e vocale).
Chi ama questo tipo di sonorità, o anche solo uno degli aspetti musicali della band, farebbe bene a fare un pensierino sul prossimo concerto con cui i Kirlian Camera avranno voglia di deliziarci.
(Lovecat)