PIPETTES
+ Marit Bergman

- 28/04/2007 Viper Theatre (Firenze) -

 

REPORT:
Avete presente un sorso d’acqua fresca in un afoso giorno di una torrida estate? Quella è più o meno la sensazione che meglio descrive la serata trascorsa in compagnia delle Pipettes e Marit Bergman. In entrambi i casi avevo ascoltato giusto qualche pezzo attraverso MySpace, e delle Pipettes in particolare mi aveva incuriosito l’attitudine vagamente Client, anche se rivista e corretta in chiave sixties. Poco dopo le 22:30 un Viper discretamente affollato accoglie sul palco Marit Bergman e la sua variegata band stipata di musiciste e musicisti dalle infinite risorse. L’artista svedese, con tre album all’attivo (ed altrettanti EP), ha intrattenuto i presenti per circa una trentina di minuti, lasciando il sottoscritto letteralmente a bocca aperta. Vintage pop coloratissimo e solare, una iniezione di energia positiva e corroborante che vorrei ricevere ogni giorno della mia vita. Il più potente farmaco contro la depressione che qualsiasi casa farmaceutica potrebbe mai concepire. Brani estremamente diretti e semplici ma assolutamente sensazionali, esplosivi, fragorosamente belli. Marit ha una forza incontenibile e il palco le è andato decisamente stretto tanta era la voglia di correre e saltare per i fans italiani. La band ha sostenuto il furetto svedese in modo eccellente, coinvolgendo tutto il pubblico in un grande party. Le songs hanno un flavour teen smaccatamente americano, pur mantenendo una propria personalità e senza mai scadere nel prodotto preconfezionato e posticcio da supermarket MTV. Da notare che al termine della propria performance la Bergman si è intrattenuta volentieri alla postazione del merchandising per sorridere a tutti, prestarsi a fotografie, firmare autografi e ricevere tonnellate di complimenti.

Fare festa, tassativamente, con leggerezza e spensieratezza, questo era l’imperativo della serata .... chi meglio delle Pipettes, allora! Le ragazze salgono sul palco poco dopo le 23:30 accolte da un pubblico in giubilo. Grease + Happy Days + Beach Boys + Spice Girls è la somma di addizioni che produce come risultante le Pipettes. A cui va aggiunta una identificazione incondizionata con le atmosfere dei magici anni ’60, e qualche vaga reminiscenza di un certo pop sofisticato proveniente dagli eighties, seppur ben dissimulato dai vestitini a pois, dai vaporosi decolletes, dalle colorate cinture a fascia di 10 cm, dalle acconciature retrò e da tanti balletti ye ye.
Becki, Gwenno e Rose si piazzano davanti ai microfoni, ed alle loro spalle ci sono i Cassettes, la band (al maschile) che le accompagna durante gli show. “Revival soul pop” è la definizione affibbiata alla loro musica (il singolo “ABC” è in uno spot FIAT con Schumacher, mentre “Pull Shapes” è nella colonna sonora del giovanilistico “Notte Prima Degli Esami”). Obbiettivo dichiarato delle Pipettes è: “riportare indietro la musica a prima che i Beatles rovinassero tutto” .... io già le amo spassionatamente solo per questo! Appena ventenni e tanto ardimento!
Le ragazze di Brighton sono una autentica fabbrica di canzonette, una catena di montaggio inesorabile di ritornelli. Due, massimo tre minuti a pezzo, una cascata di sha-la-la-la e uoah-uoah, sorrisi a 32 denti (bianchissimi!), musetti all’in su, tante mossette naive e la certezza di sapere come far divertire la gente. Le canzoni si susseguono praticamente senza il minimo intervallo, il pubblico è invitato a ballare e partecipare alla festa senza tanti pensieri. Le canzoni tendono fatalmente ad assomigliarsi un po’ tra di loro, almeno fino all’arrivo del chorus; ed il fatto che le Pipettes si limitino a cantare (con qualche raro passaggio sulle keyboards) acuisce l’effetto “Spice Girls”. Nonostante i sospetti, non saprei dire quanto l’intero progetto sia costruito a tavolino, ma posso confermare senza timore che dal vivo ci si diverte e parecchio. Le ragazze fanno un’ottima impressione e la musica è assai gradevole, per me il resto non conta. Ci sono band di assoluto valore astratto che poi dal vivo mi addormentano d’un sol botto.
A conti fatti confesso di essere rimasto molto impressionato da entrambe le bands e anche che, forse a dirla tutta, l’esibizione di Marit Bergman ha surclassato quella delle Pipettes. In ogni caso è stato un bel vedere!

 

(Psychotron)