Siderartica + Uranium USSR 1972
- 28/05/05 Anomalia Club ( Prato ) -
REPORT:
Finalmente mi si presenta l'occasione di vedere all'opera il duo delle meraviglie dei Kirlian Camera, sebbene ciò avvenga in occasione dei live sets separati delle due rispettive bands personali, gli Uranium USSR 1972 di Angelo Bergamini e i Siderartica di Elena Fossi.
La cornice dell'Anomalia Club esibisce le sue ottime credenziali; un locale incline alla musica dark ed elettronica, assai gradevole ed accogliente, frequentato dai folkloristici quanto affascinanti esponenti del popolo nerovestito delle notti gotiche toscane ben muniti dell'occorrente per la serata di “gala” che li attende: anfibi alle ginocchia, t-shirts di Dead Can Dance, Wumpscut, Sid Vicious e Kirlian Camera, acconciature marziali o alla Edward Mani di Forbice e, nel caso delle molte principesse decadenti accorse, generosi decolletè, calze a rete, trucco vistoso, stivaloni in stile Mistress e profumate chiome corvine lisce come seta.
La zona de palco non è enorme ma sufficiente da contenere il pubblico in attesa del concerto. Purtroppo la data pratese del duo Bergamini-Fossi non sembra inizialmente aver esercitato un eccessivo richiamo e alle 00:10 circa il discreto Bergamini è costretto ad avviare le sue danze sperimentali in una sala riempita da appena una quarantina di persone, equamente divise tra fedeli e curiosi.
Uranium USSR 1972 si esibisce per la seconda volta in assoluto dal vivo; il palco è scandito esclusivamente da tastiere, mixer e pc, mentre Angelo regola incessantemente con la massima cura e concentrazione livelli e colori della sua fabbrica del suono. Personalmente devo dire di essere stato letteralmente rapito da quanto prodotto in appena 20 minuti circa di musica electro /ambient /industrial /sperimentale, per un totale di due lunghi e complessi brani. Sullo sfondo del palco scorrevano immagini databili intorno agli anni '70 di città di inequivocabile influenza sovietica, militarizzate, ordinate, tetre, spoglie. Edifici squadrati e spersonalizzanti, auto della polizia, architetture industriali e fatiscenti, traffico cittadino e quant'altro facevano da sfondo a timbri, toni e note avviluppanti eppure disturbanti; fonemi elettronici eleganti, in grado di crescere minuto dopo minuto illustrando stati d'animo e paesaggi costruendo per accumulazione. Impossibile non rimanerne affascinati, tanto da chiedersi a quando una prova su disco degli Uranium USSR 1972.
Archiviata questa interessantissima variazione sul tema Kirlian Camera di Begamini, progetto completamente diverso dalla band madre per umore e finalità, ma non meno valido o creativo, alle 00:45 circa scocca l'ora fatidica di Elena Alice Fossi.
Accompagnata da Andrea Savelli (keyboards e programming) e da Andrea Fossi (chitarra), Elena sfodera tutto il suo fascino e la sua voglia di far bene. Personaggio sfaccettato Elena Fossi, assolutamente non semplice da inquadrare, sul quale è utile soffermarsi un attimo. Accanto infatti all'anima rigorosa dell'artista di talento, determinata volitiva e convinta delle proprie forze, convive un look plateale, vistosamente “glamour”, una fiera attitudine ad una sensualità solare e provocante fatta di sorrisi aperti, piccole mossette sul palco e femminilità a tutto tondo libera dal cruccio di risultare poco “goth”, senza l'apporto dei feticci d'ordinanza quali croci, pizzi e damascate guaine attillate sui fianchi. Conquistato dal suo carisma e dal magnetismo altero il pubblico dell'Anomalia Club ci mette il tempo di una canzone a scaldarsi, acclamando i Siderartica al termine di ogni nuovo brano. La scaletta prevede l'ampio ricorso ad entrambi gli album sin qui pubblicati dalla band; in particolare la bellissima “Lucky Village's Oversight” viene riproposta in entrambe le versioni presenti sulla limited edition dell'ultimo “Shapes and Colours from the Land of God”, ossia anche nella concreta e potente versione remix. Elena spazia dal cantato all'uso della strumentazione a disposizione sul palco, tutto sotto l'occhio vigile di Angelo Bergamini che dal pubblico (al mio fianco!) riprende lo spettacolo con l'apporto di una JVC digitale (magari in previsione, speriamo, di un entusiasmante dvd!).
La platea mostra di gradire l'esibizione della band e nella prima fila due bellezze da calendario (...cimiteriale, s'intende!) ballano sinuose al ritmo di ogni canzone, mentre l'attenzione non cessa mai neanche per un minuto. Dopo circa 60 minuti i Siderartica lasciano il palco per tornare a breve con un rapido bis richiamati dal pubblico, lasciando a questa fase finale del concerto (come accade anche in “Night Parade”) la celebrazione della “Cena Chimica” disturbante disamina patologico-intellettuale di stati d'ansia depressivi.
I Siderartica salutano per davvero il pubblico intorno alle 02:00, per poi mischiarsi agli avventori del club insieme ad Angelo, in un clima di rilassata e distesa familiarità.
Lascio il locale intorno alle 02:30 sognante e soddisfatto.
(Psychotron)