SINNER + ROSS THE BOSS

- 15/11/2008 Siddharta (Prato) -

 

REPORT:
Siddharta, locale non affollatissimo, tante magliette di Manowar e Ross The Boss, un paio dei Sinner (tra cui quella del sottoscritto), qualche tricolore con al centro il martello alato di Thor, la cui iconografia, distrattamente, potrebbe rimandare ad una manifestazione di piazza con Rauti, Storace e la Mussolini a capo corteo. Inizio previsto dei concerti ore 22:00, il che solitamente significa almeno 30 minuti dopo; e invece no, alle 21:50 i Sinner sono già sul palco. Parte la sirena di "Crash & Burn" e a seguire esplode la title track del nuovo album di Mat "mai domo" Sinner. Henny Wolter (Primal Fear, Viva, Talon), Christof Leim (The Traceelords), Klaus Sperling (Primal Fear) sono al fianco di questo rocker da tempo entrato negli "anta", tonico come un ragazzino, e con lo stesso entusiasmo dei primi anni '80. Il pubblico risponde bene, benissimo. Del resto quello dei Sinner è un rock 'n' roll show da manuale, Mat è l'esperienza fatta musica, un artista di grande professionalità e talento che calca i palchi da anni, produce album, suona in svariate band e conosce i più reconditi meccanismi del music biz. I Sinner del 2008 preferiscono accantonare le sferzate metal di album come "There Will Be Execution" e in parte "The Nature Of Evil" e "The End Of Sanctuary", concentrandosi invece sull'anima più rock della propria discografia. Molti gli estratti dall'ultimo "Crash & Burn", tra cui "Heart Of Darkness", "Revolution", la distruttiva "Fist To Face" e la Thin Lizzy oriented "Connection". Ma c'è spazio anche per gli anni '80 con "Born To Rock", "Danger Zone", il ripescaggio della fortunata hit di Billy Idol "Rebel Yell" (contenuta in "Comin' Out Fighting", 1986). Ottima "Judgment Day" e spettacolare la chiusura con "Germany Rocks" ribattezzata per l'occasione "Italy Rocks". Durante lo show da segnalare qualche siparietto comico dei ragazzi on stage, particolarmente interessati alle bellezze italiane, oltre alla perdita di minuti preziosi con inutili assoli di chitarra e batteria (necessari più che altro a far scolare della birra a Mat).

Intorno alle 23:00 scocca l'ora di Ross The Boss. Rimane per me un mistero come una band con un solo disco all'attivo occupi un posto più alto in gerarchia rispetto alle 14 studio release dei Sinner. La storia dei Manowar mi si dirà .... com'è, come non è, lo show del Boss ha inizio, il nuovo "New Metal Leader" viene proposto praticamente per intero ad un pubblico che adesso affolla notevolmente il sotto palco. Mantengo le mie perplessità sulla bontà del songwriting "moderno" di Ross (tenacemente alla ricerca dell'alchimia "passata" dei Manowar). Le canzoni dal vivo acquistano certamente una marcia in più, ma la differenza con i classici riproposti generosamente ("Army Of Immortals", "Hail To England", "Hail And Kill") c'è, si sente e si vede tutta. All'affacciarsi delle cover manowariane il Siddharta viene praticamente giù, centinaia di persone che cantano all'unisono, parola per parola, un rito religioso consumato con adesione e trasporto incondizionati. Ross qua e là mostra qualche sbavatura, soprattutto in sede di assoli, mentre il singer Patrick Fuchs tenta ripetutamente di frantumare tutti i cristalli del bar adiacente con le sue tonalità eunuche. Gran cantante per carità, ma con tendenza alla facile saturazione. L'Italian Army Of Immortals è presente alla serata (persino un fan dal Venezuela che segue la band), ed un fortunato bassista in mezzo al pubblico viene invitato a salire sul palco per suonare con i ragazzi "Gloves Of Metal" in un clima da festa liceale. Al termine, il metalkid ringrazia commosso con un sentito: "mi sono cacato sotto". Il concerto di Ross The Boss ha il sapore di una rimpatriata, grandi perle del passato inframezzate da nuovi brani minori, invece pare fosse il contrario....

(Psychotron)