TYGERS OF PAN TANG + Bud Tribe + Bronx Raid

- 10/04/2008 Auditorium Flog (Firenze) -

 

REPORT:
È stata a dir poco eroica la mia presenza alla Flog questa sera, dopo una giornata a lavoro col mal di denti, un sonno arretrato pesantissimo, il piccolo che non ne voleva sapere di cadere per tempo nelle braccia di Morfeo e consentirmi così la calata fiorentina in onore delle Tigri d'Albione. Ed invece, nonostante il fato avverso, sono in loco pochi minuti prima dello spegnersi delle luci. Vabbè, non frega a nessuno dei cavoli amari di un pinco pallino recensore, quindi passiamo oltre...
Intorno alle 22:15 danno il via all'happening i Bronx Raid di Max Bronx (un passato nei fiorentini Shabby Trick, oltre alle collaborazioni con Sabotage e Steve Sylvester). Il quartetto si muove su sonorità care ai Black Label Society di Zakk Wylde, chitarroni hard rock molto sporchi, con tratti sudisti e derive massicciamente heavy. Il cantante aggiunge un retrogusto metalcore, soprattutto nei passaggi più pesanti e sincopati. I suoni non aiutano per niente, il rimbombo è generale e a stento si distinguono gli strumenti. Max però, con i suoi 40 anni conclamati, si diverte sul palco ed il pubblico lo segue.

Lo spirito degli indiani d'America è quello che accompagna la Bud Tribe di Daniele "Bud" Ancillotti. La Flog inizia a scaldarsi; il personaggio è carismatico nonché storico, esiste un pubblico fatto di irriducibili, lo zoccolo duro del metallo italiano, proveniente soprattutto dai decenni '70 e '80, che non tradirà mai il vecchio Bud. E' in uscita un nuovo album per la sua tribù, e che dire, sostanzialmente si tratta di una variazione sul tema Strana Officina (omaggiata esplicitamente più volte durante la serata). Dal vivo la band è ben rodata, macina metal rock compatto e scattante, molti fans conoscono canzoni e ritornelli a menadito, e per un attimo pare che gli headliner della serata siano loro.

Finiti i convenevoli scatta l'ora del meridiano di Pan Tang. Il toscanissimo Jacopo Meille "conduce" la serata dal palco, forte di suonare finalmente davanti al proprio pubblico di connazionali, anzi concittadini. Robb Weir, nonostante sia un tigrotto di Pan Tang, pare un vecchio lupo di mare col suo look sbiancato e tornito, un po' di pancetta d'accordo, ma la classe c'è tutta, intatta. Si parte alla grande con "Hellbound", Jacopo promette qualche pezzo nuovo ed una pioggia di vecchi classici, e così sarà. Moltissimi i capolavori rimasti esclusi dalla scaletta ma il fatto è che quando si ha una discografia sterminata ed eccellente come quella dei Tygers Of Pan Tang, o si mette su uno show di 4 ore, o fatalmente si scontenterà qualche fan. Non c'è stata "Do It Good" ma è arrivata "Suzie Smiled", non abbiamo avuto "Wild Catz" ma "Euthanisia" è esplosa a tutto fragore, non abbiamo potuto apprezzare "Tyger Bay", ma "Gangland" ha fatto il suo dovere. "Raised On Rock", "Running Out Of Time", "Don't Stop By", "Take It", "Don't Touch Me There", "Slave To Freedom" e "Love Potion Number 9" (unico - purtroppo - meraviglioso estratto da "The Cage") hanno celebrato i fasti della miglior nwobhm band di sempre, accanto alle più recenti "Rock And Roll Man", "Bury The Hatchet" e "Live For Today" estratte dall'EP "Back And Beyond" (2007). La nuova band messa in piedi dal sopravvissuto Robb certo non può vantare un Jon Deverill o un John Sykes tra le proprie fila, ma Dean Robertson (chitarra), Brian West (basso) e Craig Ellis (batteria) svolgono ottimamente il proprio lavoro. Non sono riuscito a farmi un'idea precisa sulla "calibratura" di Jacopo come voce dei Tygers; la resa acustica della Flog è quella che è, e sono davvero curioso ed impaziente di avere per le mani il prossimo full-lenght del gruppo di Whitley Bay. Viste le tonalità alte e squillanti dell'ex Mantra (e decine di altre band dell'underground italiano) talvolta pareva di avere sul palco i Fastway di Dave King e Eddie Clark, anziché i Tygers. Jacopo comunque ha talento e feeling da vendere e i fans non tarderanno ad abituarsi con piacere alla sua impronta. Uno show dolce come il miele per chi ha venerato questa band per 20 anni, anche se qualche pezzo in più avrebbe certamente fatto la gioia dei calorosissimi fans accorsi. A presto Tygers!

(Psychotron)